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Veneto-Mozambico, 7 milioni per il sistema di emergenza HELP

16/07/2026

Veneto-Mozambico, 7 milioni per il sistema di emergenza HELP

Il Veneto guiderà un nuovo progetto da 7 milioni di euro per rafforzare il sistema di emergenza e urgenza sanitaria del Mozambico. L’iniziativa, denominata “HELP”, è stata finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e punta a trasferire al Governo mozambicano competenze, procedure e modelli organizzativi sviluppati dal Servizio di urgenza ed emergenza medica veneto.

Regione Veneto sarà capofila del programma, realizzato con il supporto operativo di Medici con l’Africa Cuamm di Padova. Il progetto riguarda soprattutto l’assistenza pre-ospedaliera, il trasporto sanitario, la gestione delle emergenze materne e neonatali e la risposta sanitaria durante eventi climatici estremi.

Un servizio di emergenza ispirato al modello SUEM

Il Mozambico non dispone ancora di un sistema pubblico, universale e strutturato di emergenza territoriale paragonabile a quelli presenti in molti Paesi europei. La cooperazione con il Veneto mira quindi a costruire una rete capace di ricevere le richieste di soccorso, valutare la gravità dei casi e coordinare il trasferimento dei pazienti dalle strutture sanitarie periferiche agli ospedali di riferimento.

Il modello utilizzato come base è quello del SUEM veneto, fondato sull’attività delle centrali operative, sulla definizione delle priorità cliniche e sul coordinamento tra mezzi di soccorso, personale sanitario e strutture ospedaliere.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha evidenziato il valore della collaborazione internazionale, sottolineando come le competenze organizzative regionali possano contribuire alla creazione di servizi essenziali in aree dove la risposta alle emergenze resta limitata.

I risultati raggiunti nella città di Beira

HELP consolida il lavoro avviato attraverso i precedenti programmi UR-Beira I e UR-Beira II. Questi interventi hanno permesso di istituire e potenziare i servizi di emergenza medica nella città di Beira, creando una centrale operativa e una rete di trasporto tra le unità sanitarie di primo livello e gli ospedali.

Tra agosto 2025 e aprile 2026, la Centrale operativa delle emergenze mediche di Beira ha ricevuto e gestito 7.889 chiamate di soccorso. Nello stesso periodo, 7.165 pazienti sono stati trasferiti verso strutture in grado di fornire cure adeguate, con una media vicina agli 800 trasporti al mese.

Gran parte degli interventi ha riguardato situazioni classificate ad alta priorità, nelle quali la rapidità del trasferimento poteva incidere sulle possibilità di sopravvivenza o sulla riduzione delle conseguenze cliniche.

Madri e bambini tra i principali beneficiari

Le emergenze ostetriche e materne hanno rappresentato il 41% dei trasferimenti effettuati, pari a 2.958 casi. Un ulteriore 25%, corrispondente a 1.757 pazienti, ha riguardato urgenze neonatali e pediatriche.

I numeri mostrano il ruolo assunto dalla rete di soccorso nella tutela delle fasce maggiormente vulnerabili. In molte aree del Mozambico, la distanza dagli ospedali, la carenza di mezzi e le difficoltà di comunicazione possono ritardare l’accesso alle cure durante parti complicati, problemi neonatali o patologie acute dei bambini.

Il nuovo finanziamento consentirà di rafforzare i servizi esistenti, formare personale, migliorare il coordinamento delle chiamate e ampliare la disponibilità di mezzi e attrezzature. Particolare attenzione sarà riservata alla definizione di protocolli condivisi per il trattamento e il trasporto delle emergenze materno-infantili.

Il sistema sarà esteso anche a Maputo

Il percorso di cooperazione prevede inoltre l’estensione del modello alla capitale Maputo. La pianificazione è già stata avviata e dovrà adattare l’esperienza maturata a Beira alle caratteristiche demografiche, sanitarie e territoriali della principale area urbana del Paese.

Regione Veneto metterà a disposizione competenze relative all’organizzazione delle centrali operative, alla formazione degli operatori e alla gestione dei flussi tra territorio e ospedali. Medici con l’Africa Cuamm garantirà il supporto sul campo e il raccordo con le istituzioni e le strutture sanitarie locali.

Assistenza sanitaria durante i disastri climatici

HELP comprenderà anche attività dedicate alla risposta alle calamità naturali. Il Mozambico è esposto a cicloni, alluvioni e altri eventi meteorologici estremi che possono interrompere i collegamenti, danneggiare le strutture sanitarie e aumentare rapidamente il numero delle persone bisognose di assistenza.

Il progetto lavorerà quindi sulla preparazione delle squadre, sulla gestione delle comunicazioni e sull’organizzazione dei trasporti in condizioni di emergenza. L’obiettivo è costruire una rete in grado di continuare a operare anche durante situazioni critiche, coordinando mezzi, ospedali e personale disponibile.

Stefani ha definito l’iniziativa un esempio di cooperazione concreta, basata sul trasferimento di conoscenze e strumenti operativi. Il programma dovrà ora trasformare l’esperienza sviluppata a Beira in un sistema più ampio, capace di migliorare l’accesso alle cure urgenti in diverse aree del Mozambico.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to