Veneto, 47mila assunzioni a luglio ma la domanda rallenta
16/07/2026
Le imprese del Veneto prevedono oltre 47.000 assunzioni nel mese di luglio 2026, considerando i contratti a tempo indeterminato e quelli con una durata superiore a un mese. Il dato resta consistente, ma risulta inferiore di oltre 2.000 unità rispetto alle entrate programmate nello stesso periodo del 2025. La flessione interessa soprattutto i servizi e, in misura minore, il comparto industriale, mentre l’agricoltura registra un lieve incremento.
Lo scenario emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, elaborato da Unioncamere e Anpal attraverso le rilevazioni periodiche sulle intenzioni occupazionali delle aziende. Le previsioni confermano inoltre una difficoltà strutturale nel reperire personale: il 49% delle figure ricercate viene indicato dalle imprese come difficile da trovare.
Servizi in calo del 6,7%, industria a meno 1,4%
La riduzione delle assunzioni programmate è determinata principalmente dal settore dei servizi, che registra una contrazione del 6,7% rispetto a luglio 2025. Anche l’industria mostra un andamento negativo, con una diminuzione dell’1,4% su base annua.
Il settore primario, comprendente agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca, presenta invece una variazione positiva. Le imprese prevedono circa 50 inserimenti in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un incremento limitato in termini assoluti ma in controtendenza rispetto agli altri comparti.
I servizi concentreranno il 65% delle nuove entrate, confermandosi il principale bacino occupazionale regionale. In questa categoria rientrano attività commerciali, turistiche, logistiche, professionali, assistenziali e rivolte alle imprese e alle famiglie.
Piccole imprese responsabili del 61% degli ingressi
Le aziende con meno di 50 dipendenti prevedono circa il 61% delle assunzioni programmate a luglio. Il dato mostra il peso delle piccole realtà produttive nell’occupazione veneta, nonostante le difficoltà legate ai costi, alla disponibilità di competenze e all’incertezza della domanda.
Il 12% delle entrate sarà destinato a dirigenti, professionisti con elevata specializzazione e tecnici. La percentuale è vicina alla media nazionale, pari al 13%. Per l’8% dei posti disponibili sarà richiesto un titolo universitario.
La maggior parte delle opportunità riguarderà dunque profili operativi o in possesso di una formazione tecnica e professionale. Le imprese continuano tuttavia a segnalare difficoltà nell’individuare candidati con preparazione adeguata, esperienza e competenze coerenti con le mansioni disponibili.
Nel trimestre previsti oltre 129mila contratti
Tra luglio e settembre 2026 le imprese venete prevedono complessivamente oltre 129.000 assunzioni. Anche il dato trimestrale risulta in diminuzione: rispetto allo stesso periodo del 2025 vengono programmati 8.770 inserimenti in meno.
Circa il 18% delle aziende regionali dichiara l’intenzione di assumere personale nel corso del trimestre. I contratti saranno prevalentemente a tempo determinato, formula scelta per il 78% degli ingressi previsti. La quota mostra una domanda di lavoro fortemente legata a esigenze produttive temporanee, stagionali o connesse a specifiche commesse.
Per il 58% delle figure ricercate sarà richiesta un’esperienza professionale maturata nella stessa attività oppure nel settore di riferimento. Questo requisito può ridurre il numero dei candidati disponibili, soprattutto nelle professioni tecniche e nei mestieri che richiedono competenze acquisite direttamente sul posto di lavoro.
Il 37% delle opportunità riguarda giovani under 30
Oltre un’assunzione su tre, pari al 37% delle entrate previste, sarà rivolta a giovani fino a 30 anni. Le opportunità potranno interessare sia persone al primo ingresso nel mercato del lavoro sia candidati con brevi esperienze già maturate.
Il 28% delle imprese prevede inoltre di inserire personale immigrato. La disponibilità di lavoratori stranieri continua ad avere un peso rilevante in comparti come agricoltura, edilizia, turismo, ristorazione, logistica, assistenza e manifattura.
La combinazione tra elevata richiesta di esperienza e difficoltà di reperimento evidenzia la necessità di un maggiore collegamento tra formazione, orientamento e bisogni aziendali. Il problema riguarda in particolare i profili tecnici, gli operai specializzati e alcune professioni dei servizi nelle quali il numero di candidati non riesce a soddisfare le richieste delle imprese.
Quasi una figura su due è difficile da trovare
La quota del 49% di assunzioni considerate di difficile reperimento rimane in linea con quella osservata nei mesi precedenti. Le cause possono riguardare la scarsità di candidati, la mancanza di competenze specifiche oppure la distanza tra le condizioni offerte e le aspettative dei lavoratori.
Il rallentamento delle entrate programmate non elimina quindi le difficoltà delle aziende nel coprire le posizioni disponibili. Il sistema produttivo veneto continua a proporre migliaia di opportunità, ma incontra ostacoli nel reperimento di personale preparato, soprattutto nei settori che richiedono qualifiche tecniche, esperienza pratica o disponibilità a lavorare con turni e contratti stagionali.
I dati completi, le tavole statistiche e la dashboard interattiva mensile del progetto Excelsior permettono di consultare le previsioni per settore, territorio, titolo di studio e tipologia professionale.
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