Transizione 5.0, Bitonci: 3.300 richieste in dieci giorni
29/06/2026
Oltre 3.300 comunicazioni presentate in dieci giorni sulla piattaforma del GSE, per circa 1,25 miliardi di euro di investimenti. Sono i primi dati richiamati dall’assessore allo sviluppo economico e all’innovazione della Regione Veneto, Massimo Bitonci, sul nuovo Piano Transizione 5.0 del Mimit, misura nazionale pensata per sostenere investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico.
Bitonci: partenza positiva per il nuovo piano
Secondo l’assessore veneto, le prime prenotazioni registrate confermano l’interesse delle imprese verso uno strumento ritenuto più stabile e programmabile rispetto ai precedenti meccanismi agevolativi. Bitonci ha definito il risultato iniziale molto incoraggiante, sottolineando la capacità del sistema produttivo italiano, e veneto in particolare, di investire quando le regole risultano chiare e gli incentivi sono costruiti per accompagnare piani industriali concreti.
Il nuovo assetto introdotto con la legge di Bilancio 2026 segna, nelle parole dell’assessore, una differenza rilevante rispetto ai precedenti crediti d’imposta della passata Transizione 5.0. La misura non si basa infatti su un plafond destinato a esaurirsi rapidamente, né su una logica da click day. Al centro c’è invece una maggiorazione fiscale dell’ammortamento, che può arrivare fino al 180% del costo del bene per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
Nessuna corsa contro il tempo per le imprese
Bitonci ha insistito su un punto: le aziende non dovrebbero trovarsi davanti al rischio di arrivare tardi o di vedere le risorse consumate in poche ore. Il beneficio fiscale viene distribuito negli anni di vita utile del bene e non si configura come un credito d’imposta da utilizzare immediatamente.
Questo modello, secondo la Regione Veneto, consente al Ministero dell’Economia di monitorare l’andamento della spesa fiscale attraverso i dati trasmessi dal GSE e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Eventuali correttivi potranno essere valutati sulla base dell’evoluzione della misura, ma il meccanismo non viene presentato come un fondo a esaurimento improvviso.
Opportunità per il manifatturiero veneto
Per il Veneto, regione a forte vocazione manifatturiera, la Transizione 5.0 viene considerata un’occasione per accelerare l’acquisto di macchinari di nuova generazione, l’automazione, la digitalizzazione dei processi produttivi, l’intelligenza artificiale, l’efficientamento energetico e le tecnologie 4.0 e 5.0.
L’assessore ha collegato la misura alla crescita della produttività, al rafforzamento della competitività internazionale delle imprese e al sostegno dell’occupazione qualificata. La Regione, ha aggiunto Bitonci, continuerà ad accompagnare le aziende nella conoscenza e nell’utilizzo dell’agevolazione nazionale e degli strumenti regionali, con l’obiettivo di permettere al maggior numero possibile di imprese di programmare investimenti senza incertezze operative.
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