Veneto, occupazione al 74,7% e turismo da record nel 2025
10/07/2026
Il tasso di occupazione del Veneto ha raggiunto il 74,7%, i giovani che non studiano e non lavorano sono scesi all’8,3% e il turismo ha chiuso il 2025 con 22,3 milioni di arrivi e oltre 74,2 milioni di presenze. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto statistico regionale 2026, presentato a Padova alla presenza dell’assessore al Bilancio e alla programmazione Filippo Giacinti.
Il tema della cura al centro del Rapporto 2026
La ventitreesima edizione del documento, intitolata “Il Veneto si racconta, il Veneto si confronta”, analizza l’andamento economico e sociale della regione e dedica un approfondimento alla cura, considerata una responsabilità condivisa tra famiglie, istituzioni e servizi territoriali.
Il Rapporto evidenzia come l’aumento della longevità, la riduzione della natalità e la progressiva diminuzione delle dimensioni familiari stiano modificando la capacità delle famiglie di assistere anziani, minori e persone fragili. Secondo Giacinti, il sistema pubblico deve rispondere ampliando i servizi disponibili e riducendo le differenze tra le diverse aree del territorio.
La Regione indica nel welfare di prossimità uno degli strumenti necessari per avvicinare l’assistenza ai cittadini ed evitare la formazione di aree nelle quali l’accesso ai servizi risulti più difficile. Il tema riguarda anche chi svolge quotidianamente compiti di cura, spesso conciliandoli con attività lavorative e responsabilità familiari.
Occupazione vicina all’obiettivo europeo del 2030
Il mercato del lavoro veneto mantiene livelli elevati. Il tasso di occupazione si attesta al 74,7%, avvicinandosi al target europeo del 78% stabilito per il 2030. Il dato conferma la capacità del sistema produttivo regionale di sostenere l’occupazione anche in una fase segnata dalle incertezze dei mercati internazionali.
Un altro risultato riguarda i Neet, giovani che non frequentano percorsi di studio o formazione e non hanno un’occupazione. La loro quota è scesa all’8,3%, permettendo al Veneto di raggiungere con cinque anni di anticipo l’obiettivo europeo fissato al 9%.
Il Rapporto richiama tuttavia la necessità di investire nella formazione e nel capitale umano, affinché le competenze disponibili siano adeguate alle trasformazioni tecnologiche e alle esigenze delle imprese. L’evoluzione del mercato del lavoro richiederà percorsi capaci di collegare istruzione, ricerca e domanda professionale.
Pil in crescita dello 0,6%, export in lieve flessione
Per il 2026 le stime indicano una crescita del prodotto interno lordo regionale dello 0,6%. La dinamica dovrebbe essere sostenuta dagli investimenti, dai consumi e dalla tenuta del sistema produttivo, mentre le esportazioni risentono delle tensioni internazionali e registrano una flessione dello 0,2%.
La Regione descrive quindi un’economia solida, ma inserita in un contesto esterno complesso. Le difficoltà dei mercati esteri impongono alle imprese di diversificare le destinazioni commerciali, rafforzare l’innovazione e orientarsi verso comparti con un maggiore contenuto tecnologico.
Secondo Giacinti, i dati confermano la capacità di adattamento del tessuto economico e indicano al tempo stesso i settori nei quali concentrare le politiche pubbliche e gli investimenti.
Turismo veneto, 74,2 milioni di presenze nel 2025
Il turismo ha raggiunto nel 2025 il risultato più alto mai registrato in Veneto. Gli arrivi sono stati 22,3 milioni, mentre le presenze hanno superato quota 74,2 milioni. I numeri confermano la regione tra le principali destinazioni europee e i primi mesi del 2026 mostrano ulteriori segnali positivi.
La crescita del comparto coinvolge città d’arte, località balneari, montagna, terme e aree lacustri. La sfida indicata dal Rapporto riguarda la capacità di gestire i flussi, distribuire le presenze durante l’anno e valorizzare anche le destinazioni meno frequentate.
Oltre 2.800 imprese nella filiera aerospaziale
Un capitolo specifico è dedicato alla Space Economy, individuata come settore strategico per lo sviluppo regionale. In Veneto risultano oltre 2.800 imprese potenzialmente coinvolte nella filiera aerospaziale, con una capacità stimata di generare circa 12 miliardi di euro di valore aggiunto.
L’organizzazione dello Space Meeting viene indicata come uno degli strumenti utilizzati per creare relazioni internazionali, sostenere l’innovazione e accompagnare le aziende verso mercati ad alto valore aggiunto. La crescita del comparto dipenderà dagli investimenti nella ricerca, nelle competenze specialistiche e nelle tecnologie emergenti.
Il Rapporto individua infine tra le priorità regionali il rafforzamento del capitale umano, la sostenibilità ambientale, la tutela del territorio e la costruzione di servizi sociali accessibili nelle diverse aree del Veneto.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to