Veneto, export in Spagna a +8,5%: vendite oltre 2,3 miliardi
08/10/2026
Le esportazioni manifatturiere del Veneto verso la Spagna sono cresciute dell'8,5% nel primo semestre del 2026, superando 2,3 miliardi di euro. Il dato, diffuso il 7 ottobre da Confartigianato Imprese Veneto, conferma il rafforzamento dei rapporti commerciali tra le aziende regionali e il mercato spagnolo, che registra un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024. La crescita riguarda soprattutto le produzioni industriali, dai macchinari alla metallurgia, mentre Germania e Francia mostrano variazioni contenute. L'associazione segnala tuttavia preoccupazioni legate all'incertezza politica spagnola, ai costi produttivi e alle difficoltà che interessano alcuni mercati extraeuropei.
La Spagna diventa uno dei principali mercati per il manifatturiero veneto
Secondo l'analisi di Confartigianato, la Spagna rappresenta il quarto mercato di destinazione delle merci venete a livello mondiale e il terzo all'interno dell'Unione europea. Il risultato dei primi sei mesi del 2026 evidenzia una crescita superiore a quella registrata nei tradizionali mercati di riferimento del sistema produttivo regionale.
La Germania, che assorbe il 12,9% delle esportazioni manifatturiere venete, registra infatti un aumento dello 0,6%. La Francia, con una quota dell'11,3%, si ferma invece a una crescita dello 0,5%.
Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, interpreta l'espansione spagnola come il segnale di una maggiore integrazione delle imprese venete nelle filiere industriali del Paese iberico.
Accanto alle opportunità commerciali, Boschetto richiama però l'attenzione sull'instabilità politica in Spagna. L'associazione auspica che le difficoltà istituzionali non producano rallentamenti economici o ulteriori elementi di incertezza per le aziende esportatrici.
Macchinari, metallurgia e automotive trainano le esportazioni
Il settore più rilevante nelle vendite manifatturiere venete verso la Spagna è quello dei macchinari e delle apparecchiature, con 404 milioni di euro, pari al 17,7% dell'export regionale destinato al mercato spagnolo.
Il comparto registra una crescita del 3,1% rispetto al primo semestre 2025 e dell'8,5% nel confronto con il 2024, consolidando la presenza delle produzioni meccaniche venete nelle attività industriali spagnole.
Particolarmente significativo è l'andamento della metallurgia, che segna un incremento del 44,9% rispetto a due anni prima. Positivi anche i risultati dei prodotti in metallo, in aumento del 10,9%, e delle apparecchiature elettriche, che crescono del 6,9%.
La chimica registra un incremento del 5,2%, mentre gli articoli in gomma e materie plastiche avanzano del 7,6%. Ancora più marcato il risultato degli autoveicoli, con un aumento del 56,6%.
Il quadro evidenzia una domanda spagnola che coinvolge numerose filiere produttive, confermando il peso delle forniture industriali nelle relazioni commerciali con il Veneto.
Agroalimentare a +11,6%, crescono anche occhialeria e gioielleria
Le esportazioni verso la Spagna mostrano risultati positivi anche nei comparti diversi dalla produzione industriale tradizionale.
L'agroalimentare veneto registra una crescita dell'11,6% rispetto al primo semestre 2025, con un aumento complessivo del 24,7% nel confronto con lo stesso periodo del 2024.
Un'espansione significativa riguarda inoltre le altre industrie manifatturiere, categoria che comprende produzioni come occhialeria, gioielleria e articoli destinati all'impiego medico e protesico.
Per questo raggruppamento l'incremento raggiunge il 21,7%, mostrando come la domanda spagnola interessi anche produzioni specializzate e settori caratteristici del tessuto imprenditoriale regionale.
Export europeo in ripresa: Paesi Bassi, Croazia e Repubblica Ceca in crescita
Il rafforzamento delle vendite in Spagna si inserisce in un quadro europeo caratterizzato da un'espansione moderata. Nel primo semestre del 2026 l'export manifatturiero veneto verso i 27 Paesi dell'Unione europea cresce del 2,1%.
Oltre alla Spagna, alcuni mercati registrano risultati superiori alla media. I Paesi Bassi segnano un incremento dell'8%, seguiti dalla Croazia con il 7,6% e dalla Repubblica Ceca con il 6,3%.
Germania e Francia restano invece sostanzialmente stabili, con aumenti inferiori all'1%.
I dati indicano una distribuzione differenziata della domanda europea, nella quale alcuni mercati mostrano una maggiore capacità di assorbimento delle produzioni venete rispetto ai principali partner commerciali tradizionali.
Crollano le vendite verso Medio Oriente e Cina
Il quadro cambia sensibilmente osservando alcune destinazioni extraeuropee. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni manifatturiere venete verso il Medio Oriente diminuiscono del 16,9%.
La contrazione risulta particolarmente marcata negli Emirati Arabi Uniti, dove le vendite scendono del 30,7%. Il valore dell'export verso il Paese si attesta a 499,4 milioni di euro, contro i 720,4 milioni registrati nel corrispondente periodo del 2025.
Gli Emirati mantengono comunque il ruolo di principale mercato del Veneto nell'area mediorientale.
Risultati negativi arrivano anche dalla Cina. Nel primo semestre 2026 le esportazioni manifatturiere regionali verso il mercato cinese raggiungono 598,3 milioni di euro, con una flessione del 9,7% su base annua e del 21,4% rispetto al 2024.
Secondo Confartigianato, questi risultati rendono necessario mantenere una presenza commerciale diversificata, evitando un'eccessiva dipendenza da singole destinazioni e considerando i rischi connessi alla situazione geopolitica internazionale.
Trasporti marittimi e rotte commerciali, interscambio da 14,6 miliardi
La questione logistica rappresenta un ulteriore elemento di attenzione per le imprese venete impegnate sui mercati esteri.
Secondo i dati richiamati da Confartigianato, il Veneto movimenta via mare con Asia e Oceania un interscambio commerciale pari a 14,6 miliardi di euro, corrispondente al 7,3% del prodotto interno lordo regionale.
Si tratta del terzo valore nazionale, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna, a conferma della rilevanza dei collegamenti marittimi per il sistema economico veneto.
Boschetto evidenzia come la distanza geografica, le tensioni internazionali e la fragilità di alcune rotte possano incidere sui costi delle operazioni commerciali.
L'associazione considera quindi necessario rafforzare la capacità delle filiere produttive di affrontare eventuali interruzioni dei collegamenti e variazioni dei costi logistici, continuando a sviluppare rapporti sia con i mercati europei sia con quelli più lontani.
Prezzi alla produzione in aumento: chimica e metallurgia sotto pressione
Accanto alle difficoltà dei mercati internazionali, le imprese devono affrontare l'incremento di alcuni costi di produzione.
I dati relativi ad agosto 2026 mostrano aumenti annui dei prezzi alla produzione vicini al 9% nella chimica, intorno al 5% nella gomma-plastica e superiori al 7% nella metallurgia.
Per determinate categorie merceologiche, come alcune produzioni legate all'alluminio, gli incrementi raggiungono valori prossimi al 20%.
Il presidente Boschetto sottolinea che queste variazioni pesano in particolare sulle micro e piccole imprese, spesso caratterizzate da margini economici più contenuti e da una capacità limitata di assorbire gli aumenti dei costi.
Il rischio segnalato dall'associazione riguarda anche possibili ripercussioni sui prezzi finali. Nei prossimi mesi, in occasione della rinegoziazione dei contratti commerciali, alcune aziende potrebbero infatti tentare di recuperare parte degli incrementi sostenuti per l'acquisto di materie prime e componenti.
Per Confartigianato, la crescita della domanda spagnola e i segnali positivi provenienti da altri mercati europei rappresentano opportunità da sostenere attraverso diversificazione commerciale, maggiore solidità delle filiere e controllo dei costi produttivi, mentre rimangono da monitorare l'andamento dei mercati extraeuropei e l'evoluzione del quadro internazionale.
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