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Turismo in Veneto, presenze alte ma spesa estera giù del 10,4%

28/07/2026

Turismo in Veneto, presenze alte ma spesa estera giù del 10,4%

Il Veneto ha chiuso il 2025 con 22,3 milioni di arrivi e 74,2 milioni di presenze, confermandosi la principale regione turistica italiana, ma l’aumento dei flussi non ha prodotto un analogo incremento dei consumi. La spesa dei visitatori stranieri si è fermata a 6,3 miliardi di euro, con una flessione del 10,4% rispetto al 2024, mentre il valore medio delle transazioni è sceso da circa 48 a 44 euro. È il quadro elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, che richiama l’attenzione sulla capacità del turismo di generare reddito per commercio, ristorazione, artigianato, servizi e trasporti.

Tre turisti su quattro arrivano dall’estero

La domanda internazionale continua a sostenere il sistema ricettivo regionale. Gli stranieri rappresentano il 73% degli arrivi e il 75% delle presenze, un peso che rende il Veneto fortemente dipendente dall’andamento dei mercati esteri e dalle loro scelte di spesa.

Nel solo periodo compreso tra giugno e settembre 2025 sono stati registrati 11,6 milioni di arrivi e 47 milioni di pernottamenti. Gli arrivi internazionali estivi sono passati dai 6,9 milioni del 2022 ai 7,8 milioni del 2023, quindi a 8 milioni nel 2024 e a 8,5 milioni nel 2025.

Il mercato italiano ha seguito una direzione diversa. Gli arrivi dei residenti durante l’estate sono diminuiti da 3,4 milioni nel 2022 a 3,1 milioni nel 2025, con una contrazione del 7,4%. Sul fronte dei pernottamenti, gli stranieri hanno raggiunto quota 35 milioni, registrando un incremento dell’11,5%, mentre gli italiani si sono fermati a 11,8 milioni, in calo del 9,3%.

Le riduzioni più marcate della clientela nazionale hanno interessato le località di mare, con un meno 5,3%, seguite dal lago, in flessione del 4,4%, e dalla montagna, dove la diminuzione è stata del 2%.

La montagna guadagna il 30,8% dei flussi in tre anni

La distribuzione territoriale delle presenze mostra un cambiamento nelle preferenze dei visitatori, influenzato anche dalle temperature elevate. Montagna e lago restano tra le destinazioni maggiormente richieste, sia dagli italiani sia dagli stranieri.

In due anni, gli arrivi internazionali nelle località montane sono aumentati del 41,2%, mentre quelli diretti verso le aree lacustri sono cresciuti del 10,1%. Considerando insieme visitatori italiani ed esteri, la montagna ha guadagnato il 30,8% dei flussi nell’arco di tre anni.

La maggiore attenzione verso le aree montane suggerisce una trasformazione del turismo estivo. Le temperature più miti, le attività all’aperto e la ricerca di mete meno affollate stanno ampliando il ruolo delle Dolomiti e delle altre località d’altura all’interno dell’offerta regionale.

La spesa straniera vale il 3,1% del Pil veneto

Il dato che preoccupa Confartigianato riguarda la riduzione del valore economico lasciato dai visitatori. I 6,3 miliardi di euro spesi dagli stranieri nel 2025 rappresentano il 3,1% del Pil regionale e rimangono leggermente superiori ai livelli precedenti alla pandemia, ma il confronto annuale segnala una perdita rilevante.

Il calo della transazione media, passata da 48 a 44 euro, indica una maggiore prudenza nei consumi. I turisti potrebbero orientarsi verso attività meno costose, distribuendo il budget tra un numero maggiore di acquisti ed esperienze di valore più contenuto.

«Il Veneto ha conquistato una posizione di assoluto rilievo sulla scena turistica internazionale», ha dichiarato il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto. Secondo Boschetto, il nuovo obiettivo deve essere trasformare la presenza dei visitatori in opportunità concrete per le imprese che operano nelle città, nei borghi e nelle destinazioni turistiche.

Le aziende artigiane potenzialmente coinvolte dalla domanda dei viaggiatori sono 18.572, pari al 15,5% dell’intero artigianato regionale, e occupano 63.363 addetti. I comparti maggiormente interessati comprendono abbigliamento, calzature, agroalimentare, ristorazione, trasporti e servizi.

Prenotazioni estive sotto i livelli storici

L’analisi aggiornata al 20 luglio 2026 mostra prenotazioni alberghiere ancora inferiori agli andamenti storici per luglio, agosto e settembre. Il rallentamento riguarda città d’arte, località balneari, montagna, lago e terme. Fanno eccezione soprattutto i campeggi delle destinazioni marine e, in misura minore, quelli situati nelle zone lacustri, che presentano già un’elevata occupazione per le settimane centrali di agosto.

Confartigianato ritiene che il dato possa dipendere dalla crescita delle prenotazioni sotto data. L’incertezza economica e l’attenzione ai prezzi stanno spingendo una parte della clientela a decidere il viaggio a ridosso della partenza. Le prime settimane dell’estate hanno comunque registrato livelli di occupazione in linea o superiori a quelli osservati negli stessi periodi del 2025, del 2024 e del 2019.

Per le imprese la sfida riguarda quindi la capacità di intercettare anche le richieste dell’ultimo momento, collegando il soggiorno a botteghe, produzioni locali, ristorazione, esperienze culturali e servizi. L’obiettivo indicato da Confartigianato è aumentare la permanenza media, distribuire gli arrivi su un periodo più ampio dell’anno e trattenere una quota maggiore della spesa nelle economie locali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to