Treviso, variante urbanistica: 9,5 ettari tornano a verde
22/07/2026
Oltre 9,5 ettari di aree edificabili saranno riclassificati come terreni agricoli, verde pubblico o verde ambientale con la variante numero 13 al Piano degli Interventi, approvata dalla Giunta comunale di Treviso. Il provvedimento sottrae inoltre circa quattro ettari al consumo di suolo e introduce 86 modifiche tra aggiornamenti cartografici, correzioni normative, interventi sul patrimonio storico e adeguamenti urbanistici. Il testo sarà sottoposto la prossima settimana al Consiglio comunale per l’adozione.
Meno aree edificabili e nuove tutele per lo Storga
La variante traduce il principio del consumo di suolo zero in una serie di modifiche alla pianificazione cittadina, evitando nuove espansioni edilizie e concentrando gli interventi sulla rigenerazione delle aree già urbanizzate. Il documento è stato redatto in coerenza con il Piano di Assetto del Territorio e con gli indirizzi definiti dall’amministrazione comunale.
Una delle modifiche principali riguarda il Parco dello Storga. Alcune superfici ancora inedificate, caratterizzate dalla presenza delle risorgive e da un rilevante valore naturalistico, saranno classificate come verde ambientale e attrezzato. La scelta crea le condizioni urbanistiche per la futura realizzazione del parco agrario.
Il piano riduce anche le capacità edificatorie previste in alcuni comparti, favorisce il recupero delle aree produttive dismesse e accoglie le richieste presentate dai proprietari attraverso le cosiddette varianti verdi. Questo strumento permette ai privati di rinunciare volontariamente alla possibilità di costruire sui propri terreni, riportandoli a una destinazione agricola o ambientale.
Incentivi per alloggi convenzionati e prezzi calmierati
La variante numero 13 costituisce uno degli strumenti operativi del programma “Abitare Treviso”. Le nuove norme introducono incentivi destinati alla costruzione di abitazioni convenzionate e alloggi offerti a prezzi calmierati, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di accesso alla casa.
Tra le misure previste figurano riduzioni del contributo di costruzione, agevolazioni per l’impiego dei crediti edilizi e premialità legate alla cessione al Comune di superfici da utilizzare per parcheggi e aree verdi pubbliche. La pianificazione collega così gli interventi residenziali alla realizzazione di servizi utili ai quartieri.
Un’altra parte del provvedimento riguarda l’accessibilità degli edifici e degli spazi urbani. La revisione delle norme semplifica le opere necessarie per eliminare le barriere architettoniche e introduce riferimenti ai principi della progettazione universale, affinché strutture e percorsi possano essere utilizzati anche da persone con disabilità o ridotta mobilità.
Nuove regole per sottotetti, parcheggi e rischio idraulico
La Giunta ha rivisto le Norme Tecniche Operative per chiarire disposizioni che avevano generato interpretazioni differenti tra cittadini, professionisti e uffici comunali. Cambiano i criteri utilizzati per calcolare i sottotetti, le regole sui parcheggi privati e le modalità di misurazione delle distanze tra gli edifici.
Il testo aggiorna inoltre le prescrizioni in materia di rischio idraulico e recepisce il nuovo regolamento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile relativo alla sicurezza aeroportuale. Nell’area davanti all’Aeroporto Canova saranno introdotte convenzioni specifiche per permettere la realizzazione di parcheggi pubblici e l’adeguamento della viabilità lungo via Noalese.
La variante consente anche interventi di ristrutturazione negli immobili dismessi di viale della Repubblica, dove potranno insediarsi medie strutture di vendita del settore non alimentare. L’obiettivo è recuperare edifici inutilizzati senza occupare nuove superfici libere.
Tutela per il Museo e il laboratorio dei Benetton
Diverse modifiche interessano il patrimonio architettonico del Novecento. L’elenco comunale sarà aggiornato eliminando gli edifici già demoliti e inserendo tra i beni tutelati il Museo Simon Benetton, progettato dall’architetto Roberto Fontana.
La variante riconosce inoltre il valore storico, artistico e documentale del laboratorio di Tony e Simon Benetton a Sant’Artemio. Il provvedimento introduce nuovi coni visuali per proteggere la percezione del paesaggio e di alcuni complessi storici, tra cui Ca’ Zenobio e i Mulini Mandelli.
Queste disposizioni dovranno orientare le future trasformazioni urbanistiche, evitando che nuovi interventi compromettano le prospettive sulle ville venete, sugli edifici tutelati e sugli elementi identitari del territorio comunale.
Il Piano della mobilità entra nella pianificazione comunale
Per la prima volta il Piano degli Interventi recepisce il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Nelle cartografie comunali saranno inseriti i tracciati indicativi delle future piste ciclopedonali e le opere previste per riorganizzare gli incroci stradali considerati maggiormente problematici.
Il coordinamento tra urbanistica e mobilità permetterà di valutare nuove costruzioni, recuperi edilizi e trasformazioni dei quartieri insieme alle esigenze di pedoni, ciclisti, trasporto pubblico e circolazione automobilistica.
L’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi ha definito la variante una delle principali scelte urbanistiche compiute dalla città, evidenziando la riduzione del suolo edificabile, gli strumenti per la nuova residenzialità e la semplificazione delle regole. Dopo il passaggio in Giunta, il confronto si sposterà ora nell’Aula consiliare, chiamata a esaminare e adottare il nuovo assetto del Piano degli Interventi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to