Treviso, Dacur di 6 mesi per cittadino egiziano
18/05/2026
Il Questore di Treviso, Alessandra Simone, ha disposto un D.A.C.U.R., divieto di accesso alle aree urbane, nei confronti di un cittadino egiziano classe 2002, residente in città, già destinatario di ordini di allontanamento dalla cosiddetta zona rossa. Il provvedimento, emesso su proposta dell’Arma dei Carabinieri, arriva nel quadro del rafforzamento dei controlli di prevenzione nei quadranti urbani considerati più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica.
Due allontanamenti nello stesso giorno
Secondo quanto ricostruito, nei confronti del giovane erano già stati applicati due ordini di allontanamento dalla zona rossa nella stessa giornata del 29 aprile. Il primo intervento era stato effettuato da una Volante della Polizia di Stato in via Orioli, dove l’uomo era stato denunciato per rifiuto di fornire le proprie generalità e di esibire il permesso di soggiorno.
Dopo quel controllo era stato emesso il primo provvedimento di allontanamento. A distanza di poche ore, però, il cittadino egiziano era stato nuovamente rintracciato in via Fiumicelli da una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri. In quella circostanza, secondo la segnalazione, si trovava a bivaccare consumando bevande alcoliche e ostruendo il passaggio, in violazione delle prescrizioni già ricevute.
La Questura ha evidenziato che il giovane risulta gravato da molteplici precedenti per reati contro la persona e in materia di stupefacenti. Alla luce della reiterata inosservanza degli ordini di allontanamento e del comportamento rilevato durante i controlli, il Questore ha quindi adottato la misura di prevenzione, vietandogli per sei mesi l’accesso all’intero quadrante della zona rossa.
Il divieto di accesso e le conseguenze penali
Il D.A.C.U.R. consente al Questore di vietare l’accesso e lo stazionamento in determinate aree urbane, per ragioni di sicurezza, nei confronti di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi e ritenuti responsabili di condotte violente, minacciose o moleste. La misura viene applicata quando tali comportamenti compromettono la libera fruizione degli spazi pubblici o creano situazioni di pericolo per la collettività.
Nel caso specifico, il divieto riguarda l’intero perimetro della zona rossa trevigiana e resterà valido per sei mesi. L’eventuale inosservanza del provvedimento configura un reato, punito con l’arresto da sei mesi a un anno. La decisione si inserisce nell’attività di controllo del territorio condotta dalle forze dell’ordine per prevenire episodi di degrado, disturbo e illegalità nelle aree urbane sottoposte a particolare vigilanza.
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