Treviso e Silea, due arresti per spaccio di cocaina
22/05/2026
Due cittadini albanesi di 23 e 29 anni sono stati arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito di servizi straordinari disposti dal Questore di Treviso, Alessandra Simone, per prevenire e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli interventi della Squadra Mobile sono avvenuti nella stessa giornata tra Treviso e Silea, dove i due uomini sono stati sorpresi mentre cedevano dosi di cocaina ad acquirenti italiani. Complessivamente sono stati sequestrati 60 grammi di cocaina e 20.000 euro in contanti.
Il primo intervento in via delle Marie a Treviso
Il primo arresto riguarda un ventitreenne albanese fermato in via delle Marie, a Treviso, mentre si trovava a bordo del proprio veicolo. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l’uomo avrebbe ceduto una dose di cocaina a un acquirente in cambio di 60 euro. Il controllo successivo ha permesso agli agenti di recuperare la somma appena ricevuta e di scoprire un sistema di occultamento ricavato sotto la scocca dell’auto.
All’interno di un contenitore metallico munito di calamita, nascosto nella parte inferiore del veicolo, gli investigatori hanno trovato 34 dosi di cocaina, già pronte per la vendita al dettaglio. Gli accertamenti sono stati poi estesi ai luoghi di dimora del giovane, dove è stata rinvenuta una somma di 16.000 euro nascosta nella federa di un cuscino del divano, ritenuta dagli inquirenti collegata all’attività illecita.
A Silea sequestrate altre dosi e 4.000 euro
Nella stessa giornata la Squadra Mobile ha arrestato anche un ventinovenne albanese, controllato a Silea, in via Treviso, mentre avrebbe ceduto 5 dosi di cocaina a un acquirente italiano per la somma di 300 euro. Anche in questo caso gli agenti hanno recuperato il denaro consegnato poco prima e hanno individuato un contenitore metallico con calamita nascosto sotto la scocca dell’auto.
Nel contenitore sono state trovate 23 dosi di cocaina, destinate secondo gli investigatori alla vendita al dettaglio. La successiva perquisizione nei luoghi di dimora del ventinovenne ha portato al sequestro di altri 4.000 euro in contanti. Al termine delle operazioni, entrambi gli arrestati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Dopo il giudizio direttissimo, i due cittadini albanesi sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi e 11 mesi di reclusione. L’attività investigativa ha inoltre evidenziato una modalità di spaccio definita “delivery”, basata su contatti telefonici, veicoli spesso intestati a terzi e consegne dirette agli acquirenti, un sistema che sta modificando anche nella Marca trevigiana le tradizionali dinamiche dello spaccio su strada.
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