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Treviso, 22enne espulso: sospetto piano per un attentato

12/08/2026

Treviso, 22enne espulso: sospetto piano per un attentato

Un cittadino albanese di 22 anni è stato individuato dalla Polizia di Stato al suo arrivo all’aeroporto Canova di Treviso e successivamente espulso dall’Italia per motivi di sicurezza nazionale e prevenzione del terrorismo. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, il giovane avrebbe seguito un percorso di radicalizzazione online e mostrato interesse per la preparazione di un ordigno esplosivo, arrivando a valutare il Veneto come possibile area nella quale compiere un attentato. Tra gli obiettivi presi in considerazione sarebbe figurato anche un centro commerciale.

Gli accertamenti sulla radicalizzazione online

La vicenda è stata commentata dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha ringraziato la Polizia di Stato, con particolare riferimento alla Digos e all’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso, per l’attività preventiva svolta.

In base alla ricostruzione diffusa dalla Regione, il 22enne avrebbe iniziato da tempo a consultare e seguire contenuti online di matrice estremista. Gli accertamenti avrebbero inoltre fatto emergere ricerche relative alla costruzione di un dispositivo esplosivo e all’acquisizione delle informazioni necessarie per realizzarlo.

Parte del materiale ritenuto utile alla preparazione dell’ordigno sarebbe già stata acquistata. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato elementi che indicavano il Veneto come possibile territorio nel quale mettere in atto il progetto, con un centro commerciale tra gli obiettivi valutati.

Il giovane fermato dopo l’arrivo all’aeroporto di Treviso

L’intervento è scattato quando il cittadino albanese è arrivato all’aeroporto Antonio Canova. La Polizia lo ha preso in carico immediatamente, impedendogli di proseguire liberamente sul territorio e consentendo l’attivazione delle procedure previste in materia di sicurezza nazionale.

Al termine degli accertamenti è stato disposto nei suoi confronti un provvedimento di espulsione dall’Italia legato alla prevenzione del terrorismo. L’operazione ha quindi consentito alle autorità di intervenire prima che, secondo l’ipotesi ricostruita attraverso l’attività investigativa, il progetto potesse arrivare a una fase operativa.

Stefani ha posto l’accento proprio sul carattere preventivo dell’intervento, evidenziando il lavoro svolto dagli apparati investigativi per individuare tempestivamente segnali di possibile radicalizzazione e comportamenti considerati compatibili con la preparazione di azioni violente.

Stefani: attenzione anche ai percorsi di estremizzazione sul web

Il presidente del Veneto ha richiamato anche il ruolo assunto dalla rete nei processi di radicalizzazione. Contenuti estremisti, contatti online e ricerche effettuate attraverso strumenti digitali possono rappresentare elementi utili alle autorità per ricostruire l’evoluzione di situazioni potenzialmente pericolose.

Per Stefani, il contrasto al terrorismo richiede quindi una collaborazione costante tra le diverse articolazioni dello Stato e una capacità investigativa che affianchi al controllo fisico del territorio anche l’analisi delle attività svolte online.

Il presidente regionale ha infine ribadito il ringraziamento alla Polizia di Stato e alle altre forze dell’ordine impegnate nelle attività di prevenzione, sottolineando come l’operazione condotta a Treviso abbia permesso di intervenire sul 22enne prima che potessero verificarsi eventuali conseguenze per la sicurezza pubblica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.