Treviso, 120 opere raccontano le radici dell’arte africana
01/09/2026
Oltre 120 opere di 23 artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana arriveranno al Museo di Santa Caterina di Treviso per raccontare le origini dell’arte contemporanea africana. La mostra, intitolata “La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea”, riunisce dipinti, sculture, fotografie e installazioni realizzati prevalentemente tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, una fase decisiva per l’affermazione internazionale di nuove esperienze artistiche nate nel continente africano.
Dal Novecento africano oltre 120 opere a Santa Caterina
Il progetto è curato da Enrico Mascelloni, studioso che da oltre quarant’anni conduce attività di ricerca sull’arte contemporanea africana. Il percorso espositivo ricostruisce una stagione nella quale numerosi artisti hanno sviluppato linguaggi autonomi, intrecciando vita quotidiana, rito, tradizioni locali e sperimentazione.
Le opere provengono da importanti collezioni private italiane e internazionali. Molti dei lavori selezionati rappresentano momenti significativi nella produzione dei rispettivi autori e permettono di osservare come, tra gli anni Settanta e Novanta, diverse esperienze maturate nell’Africa subsahariana abbiano progressivamente trovato spazio nel dibattito artistico mondiale.
Il titolo “La materia dei sogni” richiama proprio la capacità degli artisti di trasformare materiali, simboli, pratiche e immagini della quotidianità in opere capaci di costruire nuovi immaginari.
Da Esther Mahlangu a Georges Lilanga
Tra gli artisti presenti figurano Esther Mahlangu, Georges Lilanga, Seyni Awa Camara, Cyprien Tokoudagba, Twins Seven Seven, Paa Joe, Reinate Sadimba e John Goba, insieme ad altri protagonisti provenienti da differenti aree dell’Africa subsahariana.
Alcuni degli autori inclusi nel percorso parteciparono anche a “Magiciens de la Terre”, la storica esposizione organizzata nel 1989 al Centre Georges Pompidou di Parigi, considerata uno dei passaggi che contribuirono ad ampliare l’attenzione internazionale verso produzioni artistiche sviluppate fuori dai tradizionali centri occidentali.
La mostra trevigiana sceglie però di concentrare l’attenzione sulle radici di questa stagione creativa, osservandone lo sviluppo attraverso opere nate prima o durante il periodo nel quale molti di questi artisti iniziarono a ottenere riconoscimenti da musei, curatori e istituzioni internazionali.
Treviso amplia la programmazione del Museo di Santa Caterina
Per il sindaco Mario Conte, l’esposizione rafforza il percorso culturale intrapreso dalla città attraverso mostre capaci di affrontare esperienze artistiche internazionali e offrire al pubblico nuovi strumenti di conoscenza.
Il Museo di Santa Caterina accoglierà così un progetto differente rispetto alle grandi esposizioni ospitate nelle precedenti stagioni, dedicando i propri spazi a un capitolo della storia dell’arte della seconda metà del Novecento ancora poco conosciuto dal grande pubblico italiano.
L’iniziativa punta inoltre a mettere in relazione differenti identità culturali, utilizzando le opere come testimonianze di contesti, visioni del mondo e processi creativi sviluppati in dieci diversi Paesi africani.
La mostra dedicata alla memoria di Sarenco
L’esposizione è dedicata alla memoria di Sarenco, artista e intellettuale con il quale Mascelloni avviò, già dagli inizi degli anni Ottanta, un lungo lavoro di studio e valorizzazione dell’arte contemporanea africana.
Il progetto è promosso dal Comune di Treviso e organizzato da Promakos, concessionaria dei servizi al pubblico dei Musei Civici cittadini. Attraverso le oltre 120 opere selezionate, Santa Caterina offrirà una ricognizione storica su artisti e movimenti che hanno contribuito a ridefinire il panorama dell’arte contemporanea internazionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to