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Porto Marghera hub materie prime critiche, Bitonci rilancia

11/05/2026

Porto Marghera hub materie prime critiche, Bitonci rilancia

Porto Marghera può candidarsi a diventare un hub nazionale per le materie prime critiche, con un ruolo strategico per il Veneto, per il Nord Italia e per l’intero sistema industriale europeo. È la posizione espressa dall’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci, intervenuto sulle valutazioni legate al possibile sviluppo di un polo dedicato a terre rare, stoccaggio, trasformazione e recupero industriale nell’area veneziana.

Una filiera industriale avanzata attorno a Marghera

Secondo Bitonci, il progetto non dovrebbe limitarsi alla creazione di una grande piattaforma logistica, ma puntare alla costruzione di una filiera produttiva capace di attrarre investimenti, ricerca, innovazione tecnologica e nuove imprese ad alto valore aggiunto. L’area di Porto Marghera, per storia industriale, posizione geografica e dotazione infrastrutturale, viene indicata come uno dei siti più adatti per ospitare un sistema integrato legato alle nuove catene del valore.

Le materie prime critiche sono considerate decisive per comparti industriali ad alta intensità tecnologica: elettronica avanzata, semiconduttori, data center, batterie, tecnologie energetiche, automotive, aerospazio e applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Per l’assessore regionale, una filiera sicura e competitiva di approvvigionamento rappresenta una condizione necessaria per preservare la capacità produttiva europea nei settori dell’innovazione.

Bitonci ha richiamato anche le caratteristiche logistiche di Marghera: il sistema portuale integrato, i collegamenti ferroviari verso il Nord Europa, la presenza di aree industriali riconvertibili e la possibilità di insediare impianti di lavorazione e recupero. Elementi che, secondo la Regione, consentirebbero al sito veneziano di andare oltre la semplice movimentazione delle materie prime.

Investimenti, ricerca e sicurezza economica europea

L’assessore ha collegato il possibile hub a una prospettiva più ampia, nella quale il Veneto potrebbe assumere un ruolo di riferimento per le catene industriali legate alla transizione tecnologica ed energetica. L’obiettivo indicato è favorire occupazione qualificata, investimenti internazionali e un ecosistema capace di mettere in relazione università, centri di ricerca, imprese innovative e grandi operatori industriali.

La questione riguarda anche la sicurezza economica dell’Europa. Garantire accesso stabile alle materie prime critiche significa, nella lettura della Regione, rafforzare la competitività del sistema produttivo e ridurre la vulnerabilità di settori che dipendono da componenti essenziali per digitalizzazione, energia e manifattura avanzata. In assenza di catene di approvvigionamento affidabili, l’autonomia industriale europea rischierebbe di restare esposta a tensioni internazionali e dipendenze esterne.

Bitonci ha infine ribadito il sostegno della Regione del Veneto alle iniziative orientate a valorizzare Porto Marghera come piattaforma industriale moderna, sostenibile e competitiva su scala internazionale. Il progetto, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, può trasformare un’area storica della produzione veneta in un punto di snodo per innovazione, ricerca applicata e nuove attività industriali collegate alle tecnologie del futuro.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.