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Gasolio, CNA Fita chiede controlli e tutele per l’autotrasporto

29/07/2026

Gasolio, CNA Fita chiede controlli e tutele per l’autotrasporto

CNA Fita sollecita controlli più severi sui prezzi del gasolio e misure capaci di proteggere concretamente le imprese di autotrasporto. L’associazione ha espresso preoccupazione per i rincari registrati alla vigilia del periodo più intenso delle vacanze estive, pur valutando positivamente i primi passi compiuti dal Governo sugli impegni assunti durante il confronto del 22 maggio a Palazzo Chigi.

Crediti d’imposta e Tavolo permanente dell’autotrasporto

La posizione dell’associazione è stata illustrata dopo il nuovo incontro tenuto il 22 luglio al Ministero, durante il quale sono state presentate le prime indicazioni operative sulle misure concordate con il settore. Tra i dossier affrontati figurano il riconoscimento dei crediti d’imposta e l’avvio del Tavolo permanente dell’autotrasporto.

Il nuovo organismo dovrà esaminare le principali difficoltà normative ed economiche che interessano le imprese, con particolare attenzione ai costi di esercizio, alla disciplina delle accise, agli adempimenti amministrativi e ai meccanismi di adeguamento dei corrispettivi.

CNA Fita riconosce quindi i progressi compiuti sul piano istituzionale, ma chiede che gli impegni vengano trasformati rapidamente in provvedimenti applicabili. Il continuo aumento del carburante incide infatti sui margini delle aziende, soprattutto per gli operatori di dimensioni minori e per chi lavora con contratti che non prevedono un aggiornamento immediato delle tariffe.

Il timore di aumenti speculativi alla pompa

L’associazione ritiene che le tensioni internazionali e le chiusure intermittenti dello Stretto di Hormuz non siano sufficienti a spiegare interamente la crescita dei prezzi. Alla vigilia dell’esodo estivo, CNA Fita teme che ai fattori internazionali possano aggiungersi dinamiche speculative collegate all’aumento dei consumi.

«Serve pugno duro contro le speculazioni», ha dichiarato il presidente Michele Santoni, chiedendo controlli sull’andamento dei prezzi e sulla trasmissione dei costi lungo la filiera dei carburanti.

Un incremento rapido del gasolio produce effetti diretti sulle imprese di trasporto, che devono sostenere spese immediate senza poter sempre modificare con la stessa velocità i prezzi applicati ai clienti. Il rischio è che l’aumento venga assorbito dagli operatori, riducendo la redditività dei viaggi e mettendo sotto pressione la continuità aziendale.

CNA Fita chiede inoltre un sistema di calcolo del fuel surcharge trasparente, uniforme e facilmente applicabile. Il meccanismo dovrebbe consentire di adeguare i corrispettivi del trasporto alle variazioni del carburante, evitando interpretazioni differenti e trattative ripetute tra committenti e vettori.

Accise mobili, chiesti correttivi per i mezzi pesanti

L’associazione invita alla cautela sull’eventuale attivazione delle accise mobili. Una riduzione generalizzata della tassazione potrebbe infatti diminuire o annullare il rimborso già riconosciuto alle imprese che utilizzano veicoli pesanti e hanno investito nel rinnovo delle flotte con mezzi moderni e meno inquinanti.

Per evitare questa conseguenza, CNA Fita propone un meccanismo automatico di compensazione che garantisca alle aziende un beneficio equivalente sul rimborso delle accise. La procedura, secondo l’associazione, dovrà essere immediata e priva di ulteriori passaggi burocratici.

Un altro rischio riguarda il possibile assorbimento del taglio fiscale da parte di nuovi rialzi alla pompa. In assenza di controlli e correttivi, la riduzione delle accise potrebbe quindi non tradursi in un vantaggio effettivo per autotrasportatori e consumatori.

CNA Fita chiede anche di estendere il diritto al rimborso ai veicoli di minore portata. L’attuale differenziazione, secondo l’associazione, penalizza una parte degli operatori che utilizza lo stesso carburante per svolgere un’attività professionale, ma non accede alle agevolazioni previste per i mezzi pesanti.

Costi di esercizio da aggiornare ogni mese

Tra le richieste avanzate figura infine l’aggiornamento mensile dei valori indicativi di esercizio. Una revisione frequente permetterebbe di rappresentare con maggiore precisione l’andamento delle spese sostenute dalle imprese, evitando che i parametri ufficiali restino distanti dalle condizioni reali del mercato.

Il settore attende ora l’attuazione degli impegni discussi con il Governo e l’avvio effettivo del Tavolo permanente. Crediti d’imposta, rimborsi sulle accise, fuel surcharge e controlli sui prezzi saranno i principali temi sui quali CNA Fita chiederà risposte operative per limitare l’impatto dei rincari sull’autotrasporto.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.