Diesel Euro 5, in Veneto rinviato di un anno il blocco
17/09/2026
Il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nei principali centri urbani del Veneto è stato rinviato di un anno. La misura, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° ottobre, è stata posticipata dopo l'approvazione della norma da parte del Consiglio regionale. Una decisione accolta positivamente da Confartigianato Imprese Veneto, che chiede ora di utilizzare i prossimi dodici mesi per favorire il ricambio del parco circolante e sostenere in particolare le micro e piccole imprese chiamate a sostituire furgoni e altri mezzi da lavoro.
In Veneto circolano 636 mila diesel Euro 5
La dimensione del fenomeno emerge dai dati Aci riferiti alla fine del 2025. In Veneto risultavano ancora in circolazione 636 mila veicoli diesel Euro 5, pari al 16,5% del parco complessivo. Parallelamente cresce la presenza di mezzi ibridi ed elettrici: tra il 2021 e il 2025 il dato è passato da 3.402 a 9.993 auto ogni 100 mila veicoli.
Il ricambio, tuttavia, procede con ritmi contenuti. Nel 2025 le immatricolazioni di autovetture nuove in Veneto sono risultate inferiori del 33,3% rispetto al 2019, un calo superiore alla media nazionale del 20,5%. Riduzioni ancora maggiori sono state registrate in Friuli Venezia Giulia, con il 38,2%, e in Valle d'Aosta, con il 50,8%.
Secondo l'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, nei primi cinque mesi del 2026 le auto elettriche a batteria hanno rappresentato circa l'8,2% delle nuove immatricolazioni in Italia, contro il 6,2% registrato nel 2025. La quota rimane distante dal benchmark europeo indicato al 21,4%.
Confartigianato chiede incentivi per furgoni, leasing e noleggio
Per il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, il rinvio evita un impatto immediato soprattutto sulle aziende che utilizzano quotidianamente veicoli commerciali. Per molti artigiani il mezzo è infatti parte integrante dell'attività: serve per raggiungere cantieri, clienti e sedi di intervento e la sua sostituzione può comportare un investimento rilevante.
La normativa riguarda anche i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3. Confartigianato chiede quindi che il periodo aggiuntivo venga accompagnato da incentivi specifici rivolti alle imprese, estesi oltre all'acquisto anche alle formule di leasing e noleggio, considerate più accessibili per aziende di piccole dimensioni.
Il comparto ha un peso significativo nell'economia regionale. La filiera automobilistica veneta conta oltre 37 mila addetti tra produzione, distribuzione e riparazione. Sono 218 le imprese impegnate nella fabbricazione di autoveicoli e componenti, mentre l'autoriparazione comprende 6.808 aziende, delle quali l'82,9% appartiene al settore artigiano.
Manutenzione ed emissioni, il ruolo delle officine
Confartigianato Autoriparazione Veneto richiama inoltre l'attenzione sulle condizioni effettive dei veicoli. Il presidente regionale Massimo Ruffa evidenzia che la classe Euro identifica la tecnologia con cui il mezzo è stato omologato, mentre il livello reale delle emissioni può dipendere anche dallo stato di manutenzione dei dispositivi antinquinamento.
Filtro antiparticolato, catalizzatore, sistema EGR, iniettori e sensori incidono sulle prestazioni ambientali del veicolo. Secondo i dati tecnici citati dall'associazione, un filtro antiparticolato funzionante correttamente può ridurre il particolato diesel fino al 95-99%. Confartigianato propone quindi di affiancare alle limitazioni verifiche sulle emissioni effettive, controlli contro la rimozione dei dispositivi antinquinamento e incentivi per diagnosi e riparazioni.
La trasformazione coinvolge direttamente anche le officine. Nel 2025 in Veneto erano previste circa 4.130 nuove entrate nel settore dell'autoriparazione e per quasi 1.900 posizioni risultavano richieste competenze digitali. Diagnostica elettronica, veicoli elettrici e nuove tecnologie stanno modificando attrezzature e professionalità richieste agli operatori, mentre a luglio 2026 i prezzi al consumo per manutenzione e riparazione dei mezzi privati risultavano aumentati del 3,3%.
Per Confartigianato, il rinvio dovrà quindi essere utilizzato per costruire un percorso che comprenda rinnovo dei mezzi, incentivi alle imprese, manutenzione e formazione professionale, evitando che l'adeguamento alle nuove regole ricada interamente sui proprietari dei veicoli Euro 5.
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