Crisi Itallak a Santa Maria di Sala, approvato l’accordo
13/07/2026
L’assemblea dei lavoratori di Itallak ha approvato l’accordo definito in sede regionale per affrontare la crisi dello stabilimento di Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. L’intesa punta alla reindustrializzazione del sito e prevede strumenti per gestire gli eventuali esuberi attraverso trasferimenti, ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro e uscite volontarie incentivate.
Il piano per salvaguardare lo stabilimento veneziano
L’accordo è stato raggiunto al termine del confronto coordinato dall’Unità di crisi aziendali della Regione Veneto, con il coinvolgimento dell’azienda e della Fim Cisl. L’approvazione da parte dei dipendenti è arrivata il 10 luglio, il giorno successivo all’incontro svolto nella sede regionale.
Itallak, società di proprietà del gruppo italiano Berman, è specializzata nella verniciatura industriale, con una produzione destinata principalmente al settore automobilistico. Nell’impianto di Santa Maria di Sala lavorano attualmente 28 persone.
La riduzione delle commesse legate all’automotive aveva spinto l’azienda a programmare la cessazione dell’attività nello stabilimento veneziano. Il percorso aperto presso la Regione ha però consentito di individuare una soluzione alternativa, basata sulla possibile cessione del sito a un nuovo operatore industriale.
Le interlocuzioni con il potenziale soggetto interessato al subentro sono ancora in corso. La reindustrializzazione permetterebbe di mantenere una funzione produttiva nell’area e potrebbe offrire prospettive occupazionali ai lavoratori coinvolti nella vertenza.
Trasferimenti e ricollocazione in caso di mancata cessione
L’intesa contiene anche misure da applicare qualora la cessione dello stabilimento non venisse definita in tempi brevi. In questa eventualità, l’azienda garantirà un sostegno ai dipendenti disponibili a trasferirsi presso il sito di San Benedetto Po, in provincia di Mantova.
Per i lavoratori che preferiranno restare in Veneto e cercare una nuova occupazione presso imprese del territorio è stato predisposto un percorso specifico. Il piano prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali e l’attivazione di politiche del lavoro finalizzate alla riqualificazione professionale e alla ricollocazione.
L’accordo contempla inoltre una procedura di licenziamento collettivo costruita su base volontaria e accompagnata da incentivi economici. La formula è stata scelta per evitare uscite imposte e consentire ai dipendenti di valutare le diverse opportunità disponibili in base alle proprie esigenze familiari e professionali.
Bitonci: gestione senza traumi degli eventuali esuberi
L’assessore regionale Massimo Bitonci ha confermato l’approvazione dell’intesa da parte dell’assemblea, evidenziando il lavoro svolto durante i confronti avviati presso l’Unità di crisi. La priorità indicata dalla Regione resta l’ingresso di un nuovo soggetto industriale nello stabilimento di Santa Maria di Sala.
Parallelamente, le misure inserite nell’accordo mirano a garantire una gestione graduale delle ricadute occupazionali qualora l’operazione di reindustrializzazione non dovesse arrivare a compimento. Il percorso definito offre ai 28 lavoratori tre possibilità: il mantenimento dell’occupazione con il possibile subentrante, il trasferimento nel Mantovano oppure l’accompagnamento verso una nuova attività lavorativa in Veneto.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to