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Cappella Maggiore, aria monitorata: criticità per PM10 e benzo(a)pirene

23/09/2026

Cappella Maggiore, aria monitorata: criticità per PM10 e benzo(a)pirene

La qualità dell’aria a Cappella Maggiore, in provincia di Treviso, presenta nel complesso pochi elementi di criticità, ma il monitoraggio condotto da Arpav ha evidenziato valori da tenere sotto osservazione per PM10 e benzo(a)pirene. È quanto emerge dal report relativo alla campagna 2025-2026 realizzata con una stazione mobile collocata in via della Paglia, nelle vicinanze della scuola primaria.

Qualità dell’aria buona o accettabile nella maggior parte dei rilevamenti

La campagna si è sviluppata attraverso due periodi di osservazione, uno tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre 2025 e l’altro durante la stagione invernale 2026. L’indice sintetico utilizzato da Arpav, costruito sulla base delle concentrazioni di PM10, biossido di azoto e ozono, restituisce un quadro prevalentemente positivo.

Durante il periodo analizzato, il 38% delle giornate è stato classificato con una qualità dell’aria accettabile e il 34% con una qualità buona. Soltanto l’1% delle giornate monitorate è rientrato nella categoria mediocre, mentre non sono state registrate situazioni classificate come scadenti o pessime.

Le analisi effettuate su biossido di zolfo, monossido di carbonio, biossido di azoto, ozono e benzene non hanno inoltre mostrato superamenti dei rispettivi limiti stabiliti dalla normativa vigente.

Benzo(a)pirene sopra il valore obiettivo annuale

Il dato più significativo riguarda il benzo(a)pirene. La media ponderata ottenuta nei due periodi di monitoraggio è risultata pari a 1,03 nanogrammi per metro cubo, leggermente superiore al valore obiettivo annuale fissato a 1,0 ng/m³.

Il livello rilevato a Cappella Maggiore rimane comunque inferiore a quello registrato nella stazione di riferimento di Treviso, in via Lancieri, dove nello stesso confronto il valore raggiunge 1,23 ng/m³.

Anche le polveri sottili PM10 hanno fatto registrare un superamento del limite giornaliero, ma l’episodio si è verificato una sola volta nei 61 giorni complessivamente monitorati. Sulla base dell’elaborazione dei dati e del confronto con la stazione di Conegliano, Arpav stima che, su base annua, il numero di superamenti dovrebbe rimanere sotto la soglia dei 35 consentiti dalla normativa.

Meteo poco favorevole alla dispersione degli inquinanti

Il report prende in esame anche le condizioni meteorologiche che influenzano la permanenza degli inquinanti nell’atmosfera. Durante entrambe le campagne sono risultate prevalenti situazioni poco favorevoli alla dispersione: circa il 60% dei casi nel primo periodo e il 74% nel secondo.

Le condizioni migliori per la dispersione degli inquinanti sono state osservate soprattutto in concomitanza con episodi di precipitazione. Nel monitoraggio estivo, inoltre, le temperature massime giornaliere sono risultate nel 90% dei casi poco favorevoli alla formazione di inquinamento fotochimico e non sono state registrate giornate caratterizzate da condizioni considerate molto favorevoli a questo fenomeno.

Il quadro delineato da Arpav colloca quindi Cappella Maggiore in una situazione simile a quella osservata in altre zone della provincia di Treviso: concentrazioni generalmente entro i limiti per gran parte degli inquinanti monitorati, con una maggiore attenzione richiesta per polveri sottili e benzo(a)pirene.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.