Alluvioni in Veneto, Comuni chiamati a contribuire al Piano 2027-2033
20/07/2026
I Comuni del Veneto avranno tempo fino al 31 agosto 2026 per presentare osservazioni e proposte sul nuovo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2027-2033. L’invito arriva dall’assessore regionale al Governo del Territorio, Marco Zecchinato, che sollecita le amministrazioni locali a esaminare le nuove mappe di pericolosità e rischio predisposte dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali.
Contributi dei Comuni entro il 31 agosto
Il percorso partecipativo consentirà agli enti locali di segnalare criticità, incongruenze o elementi territoriali che potrebbero non essere stati rappresentati con sufficiente precisione nelle nuove cartografie. Il procedimento non rientra direttamente nelle competenze della Regione Veneto, ma Palazzo Balbi presenterà comunque un proprio contributo tecnico.
Secondo Zecchinato, la conoscenza maturata dai Comuni nella gestione quotidiana del territorio può aiutare a costruire un Piano maggiormente aderente alle caratteristiche idrauliche, urbanistiche e insediative delle diverse aree. Le amministrazioni potranno quindi confrontare le nuove perimetrazioni con la situazione reale e trasmettere osservazioni secondo le modalità stabilite dall’Autorità di Bacino.
Il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni definisce le aree esposte a fenomeni di esondazione e individua misure di prevenzione, protezione e gestione delle emergenze. Le mappe collegate al documento incidono anche sulle possibilità di trasformazione edilizia e urbanistica, introducendo vincoli e prescrizioni differenziati in base al livello di rischio assegnato.
Dubbi sulle nuove perimetrazioni delle aree a rischio
Al centro del confronto ci sono i modelli idraulici utilizzati per delimitare le zone considerate vulnerabili. Diversi Comuni e professionisti hanno segnalato che alcune simulazioni potrebbero non riprodurre con piena accuratezza la conformazione locale, il funzionamento della rete idraulica o gli interventi di sicurezza già realizzati.
In alcuni casi, le nuove mappe avrebbero esteso le aree sottoposte a vincolo anche a terreni ed edifici precedentemente esclusi. L’assessore ha precisato che le osservazioni non devono essere interpretate come un tentativo di ridurre le tutele, ma come una richiesta di verificare la corrispondenza tra le cartografie e le effettive condizioni del territorio.
La sicurezza delle persone resta il criterio prioritario nella revisione del Piano. Regione e amministrazioni locali chiedono tuttavia che le regole siano costruite sulla base di dati aggiornati e valutazioni puntuali, evitando automatismi capaci di generare limitazioni non proporzionate al rischio riscontrato.
Vincoli edilizi e recupero degli immobili esistenti
Tra le criticità evidenziate figura il rapporto tra le norme di sicurezza idraulica e gli interventi sul patrimonio edilizio. In alcune aree, le prescrizioni applicate agli edifici esistenti renderebbero più difficile procedere con recuperi, ristrutturazioni o cambi di destinazione rispetto alla realizzazione di nuove costruzioni.
Una situazione che, secondo Zecchinato, potrebbe entrare in contrasto con le politiche regionali di riduzione del consumo di suolo. L’obiettivo indicato è consentire la rigenerazione degli immobili già presenti, prevedendo opere e accorgimenti tecnici adeguati al livello di pericolosità, senza compromettere la protezione dei residenti.
L’assessore ha richiamato anche la necessità di rafforzare il coordinamento tra pianificazione urbanistica, prevenzione del rischio e sistemi di allertamento. Un quadro maggiormente integrato permetterebbe ai Comuni di programmare gli interventi edilizi e infrastrutturali tenendo conto delle procedure previste in caso di emergenza.
Regole diverse tra i distretti delle Alpi Orientali e del Po
Un ulteriore tema riguarda le differenze tra le discipline applicate dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali e da quella del fiume Po. Alcuni Comuni veneti ricadono in territori interessati da entrambi i distretti e possono quindi trovarsi ad applicare regole differenti all’interno dei propri confini amministrativi.
La Regione ritiene utile lavorare a un maggiore coordinamento, così da rendere più chiari gli adempimenti per cittadini, professionisti e uffici tecnici. I contributi presentati entro il 31 agosto potranno indicare situazioni specifiche e proporre correzioni utili alla redazione del Piano valido per il periodo 2027-2033.
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