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Veneto, formazione professionale: lavoro per oltre l’80%

24/06/2026

Veneto, formazione professionale: lavoro per oltre l’80%

Oltre l’80% degli studenti usciti dalle Scuole di Formazione Professionale del Veneto trova lavoro entro due anni dal conseguimento del titolo. Il dato emerge dal report “Fatti & Dati” di FICIAP Veneto, realizzato in collaborazione con Veneto Lavoro, e presentato il 23 giugno 2026 a Palazzo Balbi dall’assessore regionale alla Formazione e all’Istruzione Valeria Mantovan, insieme al direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone e al presidente di Forma Veneto Matteo Roncarà.

Occupazione in crescita già nei primi mesi dal titolo

Lo studio analizza gli esiti occupazionali degli studenti usciti nel triennio 2022-2024 dalle Scuole di Formazione Professionale associate ai 19 enti FICIAP del Veneto. La progressione risulta netta: a sei mesi dal titolo lavora il 45% degli studenti, quota che sale al 60% dopo dodici mesi, arriva al 75% a diciotto mesi e supera l’80% a due anni.

I risultati migliorano con l’aumento del livello formativo. I qualificati dei percorsi triennali raggiungono un tasso di occupazione del 56,3% a dodici mesi, mentre i diplomati del quarto anno salgono al 68,3%. Nei percorsi IFTS, Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, il dato arriva al 73,4% a un anno e si avvicina al 90% a ventiquattro mesi.

Per Mantovan, questi numeri confermano la solidità del modello veneto. L’assessore ha richiamato la scelta compiuta dalla Regione nel sostenere nel tempo la filiera della IeFP, considerata uno degli strumenti principali per collegare scuola, competenze richieste dal mercato e sviluppo economico del territorio.

Contratti, apprendistato e qualità dell’inserimento

Il report non si limita a misurare la quantità degli inserimenti lavorativi, ma osserva anche la qualità dei contratti. A ventiquattro mesi dal titolo prevalgono il tempo determinato, pari a circa il 40%, e l’apprendistato professionalizzante, attorno al 30%. Quest’ultimo viene indicato come un contratto a tempo indeterminato orientato alla crescita del lavoratore, perché combina occupazione e formazione continua.

I contratti a tempo indeterminato diretto aumentano con il passare del tempo: partono da circa il 5% nelle prime fasi successive al titolo e raggiungono il 15% dopo due anni. La quota cresce inoltre all’aumentare del livello di studio, segnalando un legame tra prosecuzione formativa, stabilità e qualità dell’occupazione.

Un altro elemento riguarda gli studenti inizialmente classificati come non occupati. A sei mesi dal titolo, quasi la metà di loro, pari al 47,6% nel 2024, sta proseguendo gli studi per ottenere una qualifica superiore. Tra i qualificati triennali la percentuale sale al 55%. Una quota vicina al 9% risulta inoltre attiva attraverso canali non rilevati dai database amministrativi, riducendo in modo significativo il peso reale dei giovani inattivi.

Il divario di genere si ribalta nei percorsi IFTS

Il documento segnala anche un divario di genere nella fase iniziale successiva alla qualifica triennale, con un tasso di inserimento femminile del 53,8% contro il 62,6% maschile. Nei percorsi IFTS, però, la tendenza cambia: le donne raggiungono l’81,3%, superando il 72,6% registrato dagli uomini.

Secondo Mantovan, questo dato indica che il proseguimento degli studi nella filiera professionalizzante può diventare uno strumento di parità, tutela e valorizzazione del merito. L’assessore ha ribadito l’intenzione della Regione di continuare a sostenere le Scuole di Formazione Professionale e gli investimenti nella IeFP, definendo ogni euro destinato al sistema un investimento ad alto rendimento per l’autonomia dei giovani e per la competitività delle imprese venete.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.