Caricamento...

Treviso365 Logo Treviso365

Treviso Suona Jazz Festival, dodici edizioni nel segno di Miles Davis

16/04/2026

Treviso Suona Jazz Festival, dodici edizioni nel segno di Miles Davis

Treviso torna a farsi attraversare dal linguaggio del jazz con una manifestazione che, giunta alla dodicesima edizione, ha ormai assunto un profilo riconoscibile e una presenza stabile nel calendario culturale della città. Treviso Suona Jazz Festival si presenta quest’anno con un titolo che richiama esplicitamente una delle figure più influenti della musica del Novecento, Miles Davis, nel centenario della sua nascita, suggerendo fin da subito una direzione precisa: non una celebrazione nostalgica, ma un dialogo aperto con una tradizione che continua a trasformarsi.

Promosso da Urbano Contemporaneo ETS e sostenuto dalle istituzioni locali, il festival si sviluppa come un progetto diffuso, capace di coinvolgere spazi diversi e pubblici eterogenei, mantenendo una linea artistica coerente che alterna grandi nomi, produzioni originali e nuove generazioni.

Un programma che intreccia tradizione e nuove traiettorie

L’anteprima del 30 aprile, in occasione dell’International Jazz Day, rappresenta una soglia simbolica che introduce il pubblico a una settimana densa di appuntamenti, dal 23 al 31 maggio. Sul palco dell’Auditorium S. Artemio prende forma il progetto di GeGè Telesforo, artista che ha costruito nel tempo una cifra stilistica riconoscibile, accompagnato da musicisti emergenti, a sottolineare la continuità tra esperienza e ricerca.

Il cartellone prosegue poi con una selezione di interpreti che raccontano la varietà del jazz contemporaneo, tra cui Fabrizio Bosso e Francesco Cafiso, figure che hanno contribuito a definire il suono italiano negli ultimi decenni, accanto a presenze internazionali come Javier Girotto, Joe Magnarelli e Steve Davis. Un insieme che restituisce la complessità di un genere in costante evoluzione, capace di attraversare influenze geografiche e culturali senza perdere identità.

La scelta delle sedi, dall’Auditorium S. Artemio al Teatro Mario Del Monaco, contribuisce a costruire un percorso che non si limita al concerto, ma coinvolge l’esperienza complessiva della città, invitando il pubblico a muoversi tra luoghi diversi, ciascuno con una propria atmosfera.

Un festival che guarda alle nuove generazioni e alla città

Accanto alla programmazione musicale, emerge con forza la dimensione formativa e divulgativa, che negli anni ha acquisito un ruolo sempre più centrale. Il coinvolgimento dei giovani musicisti attraverso la Workshop Jazz Orchestra, diretta da Ettore Martin, rappresenta un passaggio significativo, non solo come esperienza didattica ma come occasione concreta di produzione artistica.

Il festival amplia inoltre il proprio raggio d’azione includendo attività pensate per pubblici differenti: incontri, mostre, proiezioni e momenti dedicati ai più piccoli contribuiscono a creare un ambiente culturale inclusivo, in cui il jazz diventa un punto di incontro tra linguaggi diversi. La contaminazione tra arti visive e musica trova una delle sue espressioni più suggestive nella sonorizzazione dal vivo del film “Blackmail” di Alfred Hitchcock, affidata al pianoforte di Bruno Cesselli.

Parallelamente, il programma Jazz & Food porta la musica nei locali e nelle piazze del centro, con una particolare attenzione alle interpreti femminili, delineando un percorso che valorizza la scena locale e rafforza il legame con il tessuto urbano.

Nel suo sviluppo, il festival conferma una capacità ormai consolidata di generare valore che non si limita all’ambito artistico, ma si estende alla dimensione sociale ed economica, coinvolgendo imprese, associazioni e pubblico in un sistema che si alimenta di relazioni. Una crescita progressiva, costruita nel tempo, che riflette una visione chiara e una direzione capace di adattarsi senza disperdere la propria identità.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.