Treviso, rimpatriato un albanese condannato per furto di cavi
24/04/2026
È stato accompagnato in Albania un cittadino albanese del 1986, con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, destinatario di un provvedimento di espulsione eseguito dalla Polizia di Stato di Treviso. Il rimpatrio è stato disposto dal questore Alessandra Simone nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare e di allontanamento di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il tentato furto nel deposito ferroviario e la condanna
Il provvedimento arriva a distanza di alcuni mesi da un episodio avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 2025, quando l’uomo era stato arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato dopo un intervento al deposito ferroviario di via Monterumici, a Treviso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il trentanovenne aveva agito insieme ad altri due connazionali, portando via oltre 52 bobine di cavi elettrici in lega di alluminio.
L’azione si era conclusa dopo un breve inseguimento e con il fermo dei responsabili. Nel corso dell’operazione erano stati sequestrati anche diversi attrezzi da scasso, utilizzati per tagliare le recinzioni metalliche e introdursi all’interno dell’area ferroviaria. L’episodio aveva confermato l’attenzione già alta delle forze dell’ordine su furti che colpiscono infrastrutture sensibili e che possono avere ripercussioni non soltanto economiche, ma anche sul funzionamento dei servizi.
Per quei fatti, lo straniero ha successivamente definito la propria posizione giudiziaria con un patteggiamento a un anno e otto mesi di reclusione. La pena è stata sostituita con l’espulsione dal territorio nazionale e con il divieto di reingresso in Italia per dieci anni, misura che ha aperto la strada all’esecuzione del rimpatrio.
L’accompagnamento alla frontiera disposto dal questore
Nella giornata di venerdì il cittadino albanese è stato preso in carico dagli operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso. Gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento firmato dal questore, accompagnandolo fino all’imbarco su un volo diretto a Tirana. L’operazione rientra in una linea di intervento che la Polizia di Stato trevigiana sta portando avanti con continuità sul fronte dei rimpatri di cittadini stranieri irregolari o ritenuti pericolosi.
Il caso si inserisce, infatti, in una più ampia attività di controllo del territorio e di verifica delle posizioni di soggetti con precedenti, soprattutto quando risultano coinvolti in episodi che incidono sulla sicurezza urbana e sul patrimonio pubblico o privato. L’obiettivo dichiarato dalla Questura è quello di rafforzare la risposta nei confronti di chi, oltre a trovarsi in posizione irregolare, si rende protagonista di fatti penalmente rilevanti.
Il rimpatrio eseguito a Treviso si colloca dunque dentro questo quadro operativo e rappresenta uno degli interventi recenti con cui la Polizia di Stato intende dare attuazione ai provvedimenti di espulsione nei confronti di persone considerate incompatibili con le esigenze di tutela dell’ordine pubblico. Sullo sfondo resta la linea di attenzione verso i reati predatori e verso le condotte che colpiscono aree e strutture strategiche del territorio provinciale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to