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Peg Perego, per San Donà si apre il cantiere della reindustrializzazione

10/04/2026

Peg Perego, per San Donà si apre il cantiere della reindustrializzazione
Foto da: © Vyacheslav Argenberg, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Il futuro dello stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave entra in una fase nuova, nella quale alla gestione della crisi si affianca finalmente un tentativo concreto di costruire una prospettiva industriale. Il tavolo riunito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha segnato un passaggio importante, perché ha messo nero su bianco l’avvio del percorso per la reindustrializzazione del sito veneto, tema che da mesi rappresenta uno dei punti più sensibili per lavoratori, istituzioni e territorio.

La situazione dell’azienda resta complessa. Peg Perego, marchio storico del manifatturiero italiano legato ai prodotti per l’infanzia, ha visto negli ultimi anni una forte contrazione dei numeri, sia sul piano del fatturato sia su quello occupazionale. Il quadro descritto nel confronto ministeriale parla di una riduzione progressiva dei dipendenti, passati da quasi 600 nel 2019 a circa 300 oggi, dentro una crisi alimentata da fattori diversi: la pressione della concorrenza asiatica, il calo della natalità e, più recentemente, anche gli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti.

San Donà tra ridimensionamento e ricerca di una nuova prospettiva

Nel sito veneziano la contrazione è stata ancora più evidente. Lo stabilimento di San Donà di Piave è stato interessato da una progressiva riduzione delle attività e del personale, fino ad arrivare alle 56 unità attualmente in forza. Proprio per questo il confronto istituzionale ha assunto un valore particolarmente delicato, perché il rischio più temuto era quello di una soluzione limitata a una semplice operazione immobiliare, priva di una reale continuità produttiva.

Secondo quanto emerso al tavolo, questa ipotesi viene ora superata dall’attivazione dell’advisor Vertus, che avrà il compito di gestire il percorso di reindustrializzazione del sito. L’obiettivo dichiarato è individuare una soluzione industriale capace di garantire sostenibilità economica e, soprattutto, di tutelare per quanto possibile il lavoro. È un punto centrale, perché per un’area come quella di San Donà il mantenimento di una funzione produttiva non riguarda soltanto l’azienda, ma incide direttamente sul tessuto economico e sociale del territorio.

Il doppio binario tra rilancio aziendale e tutela dell’occupazione

Parallelamente, l’azienda sta lavorando con un’altra società di consulenza alla definizione di un piano industriale complessivo per il rilancio del gruppo. Si apre quindi un doppio binario: da una parte la ricerca di un partner o di un soggetto subentrante per il sito veneto, dall’altra la costruzione di una strategia più ampia per riorganizzare Peg Perego nel suo insieme.

In questo passaggio, la Regione Veneto ha ribadito la necessità di tenere insieme due esigenze che, allo stato attuale, sembrano difficili ma non incompatibili: consentire all’azienda di riorganizzare le produzioni che aveva annunciato di voler trasferire ad Arcore e, allo stesso tempo, mantenere attivo lo stabilimento di San Donà per il periodo necessario a trovare una soluzione industriale credibile. È su questo equilibrio che si gioca la fase più delicata della vertenza.

L’assessore regionale Massimo Bitonci ha ricordato anche il lavoro già svolto attraverso le politiche attive regionali per accompagnare i lavoratori usciti dall’azienda, sottolineando la volontà di evitare ulteriori esuberi. Il prossimo tavolo ministeriale è fissato per il 15 luglio e sarà un appuntamento decisivo per capire se il percorso avviato riuscirà davvero a trasformarsi in una prospettiva concreta, capace di restituire al sito veneto non solo un futuro formale, ma una reale continuità produttiva e occupazionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.