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Confartigianato Veneto: bilancio positivo, ma ora serve spinta all’economia

07/04/2026

Confartigianato Veneto: bilancio positivo, ma ora serve spinta all’economia
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Una valutazione nel complesso favorevole, accompagnata però da una richiesta precisa: trasformare i segnali contenuti nel bilancio regionale in una leva capace di riattivare davvero il sistema economico veneto. È questa la posizione espressa da Confartigianato Imprese Veneto dopo l’approvazione della manovra da parte della Giunta guidata dal presidente Alberto Stefani. L’associazione guarda con interesse alle scelte compiute su formazione, sanità, territorio e sostegno alla casa, ritenendole coerenti con alcune delle priorità più urgenti del tessuto produttivo regionale, ma sottolinea al tempo stesso la necessità di rafforzare il quadro degli interventi destinati alle imprese.

Il giudizio positivo nasce soprattutto dalla volontà di concentrare le risorse disponibili su asset ritenuti strategici, in un contesto che resta condizionato da margini finanziari limitati. Secondo il presidente Boschetto, la decisione di non intervenire sull’addizionale Irpef ha inevitabilmente ristretto gli spazi d’azione, ma la manovra ha comunque scelto di orientare gli stanziamenti verso capitoli in grado di generare effetti sul territorio, sull’occupazione e sulla competitività.

Formazione, distretti e territorio al centro della manovra

Tra gli aspetti più apprezzati da Confartigianato Veneto c’è l’investimento sulla formazione, considerato uno dei nodi più delicati per il sistema produttivo regionale. I 109 milioni destinati alle scuole di formazione professionale e i 26 milioni riservati agli ITS Academy vengono letti come un segnale concreto in una regione dove il divario tra domanda e offerta di lavoro supera il 60 per cento. Un dato che fotografa una difficoltà strutturale: le imprese cercano competenze che spesso non riescono a trovare, con effetti diretti sulla capacità di crescere, innovare e restare competitive.

Accanto alla formazione, l’associazione guarda con favore anche agli stanziamenti rivolti alle imprese e al territorio. Il bilancio regionale prevede complessivamente 27 milioni di euro per il sistema produttivo, con risorse dedicate ai distretti e alle start-up innovative, oltre a misure per l’occupazione femminile e l’efficientamento energetico. Sul piano territoriale, vengono evidenziati i 9 milioni per il contrasto al dissesto idrogeologico e i 12 milioni per la progettazione di infrastrutture, voci che secondo Confartigianato possono produrre ricadute concrete sull’economia reale, attivando cantieri, lavoro e opportunità per migliaia di piccole e medie imprese artigiane.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda anche il tema dell’accesso al credito. L’associazione valuta positivamente l’ordine del giorno approvato su questo fronte, interpretandolo come un segnale di attenzione verso le difficoltà finanziarie che molte pmi stanno affrontando in una fase segnata dall’aumento dei costi e da una crescente pressione sui margini aziendali.

Giovani, ricambio generazionale e continuità d’impresa

Tra i punti che Confartigianato considera più rilevanti c’è lo stanziamento di 400 mila euro previsto nel Collegato alla Legge di Stabilità per sostenere il passaggio generazionale nelle imprese artigiane. Il tema viene indicato come uno dei più urgenti per il Veneto, dove oltre un terzo degli imprenditori ha più di 60 anni e solo una quota ridotta di aziende ha affrontato un ricambio negli ultimi anni. Per l’associazione si tratta di una misura utile, ma ancora insufficiente rispetto alla portata del problema.

La richiesta è quella di rafforzare l’intervento in una logica di continuità d’impresa, superando un approccio troppo rigido e scollegando il sostegno dal solo criterio anagrafico. In altre parole, il passaggio generazionale non dovrebbe essere letto soltanto come questione di età, ma come tema strutturale legato alla sopravvivenza e alla trasmissione del valore produttivo, professionale e sociale delle aziende artigiane.

Confartigianato accoglie inoltre con interesse il progetto del nuovo Data Center a Padova, considerandolo un possibile moltiplicatore di lavoro e indotto per diverse filiere artigiane, dall’impiantistica all’edilizia specializzata fino ai servizi digitali. Ma è soprattutto sul fronte dei giovani che l’associazione chiede ora un salto di qualità. Il Veneto, viene ricordato, è oggi l’unica regione del Nord con un saldo negativo tra entrate e uscite di capitale umano, una dinamica che in dieci anni ha prodotto una perdita di valore stimata in quasi 5 miliardi di euro.

Per questo Confartigianato si dice pronta a confrontarsi con la Regione sugli strumenti da mettere in campo per rendere il territorio più attrattivo. Incentivi economici, politiche abitative e forme di welfare aziendale vengono indicati come leve da sviluppare con maggiore decisione. Il giudizio sulla manovra, dunque, resta positivo, ma accompagnato da un messaggio chiaro: i segnali ci sono, ora serve la capacità di tradurli in una vera spinta per rimettere in moto l’economia veneta.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.